
Fili di lana corposi, un gioco di colori quasi pittorico e talvolta piccole figure come animali o alberi: i tappeti gabbeh sono un invito a sentire l'artigianato. Tradizionalmente vengono annodati da tribù nomadi del sud dell'Iran, in particolare dai Qashqai, e portano la firma delle persone che li realizzano.
Tipici dei gabbeh sono un pelo relativamente alto e fitto e un'annodatura più grossa rispetto ai classici tappeti orientali. Questo li rende morbidi sotto i piedi e resistenti nell'uso quotidiano. I disegni sono per lo più semplici: grandi campiture di colore, toni sfumati con delicatezza, linee geometriche o simboli isolati. I gabbeh moderni rinunciano spesso del tutto al motivo e puntano sul gioco naturale della lana tinta con colori vegetali. I pezzi autentici sono annodati a mano, le versioni a macchina ne imitano lo stile.
Poiché appaiono così essenziali, i tappeti gabbeh si inseriscono bene in ambienti moderni e minimalisti. Un gabbeh terracotta od ocra porta calore in un soggiorno con pareti chiare e mobili in legno. Un tappeto blu o verde crea calma in camera da letto. Un consiglio di stile: lascia che il tappeto sia il centro cromatico della stanza e riprendi una delle sue tonalità in un cuscino o in un vaso.
Il prezzo dipende da densità dei nodi, qualità della lana, tintura vegetale e dimensioni. I gabbeh autentici annodati a mano sono un investimento, che però grazie alla durata della lana di pecora regala gioia per molti anni. Le alternative tessute a macchina sono decisamente più economiche.
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